FIRME RAGGIUNTE
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STOP AL DDL “ANTISEMITISMO”: DIFENDIAMO LA LIBERTÀ DI CRITICA E I DIRITTI COSTITUZIONALI

Il Sena­to del­la Repub­bli­ca ha appro­va­to il DDL n. 1004, a pri­ma fir­ma del sena­to­re Mas­si­mi­lia­no Romeo, recan­te “Misu­re per il con­tra­sto del­l’an­ti­se­mi­ti­smo”. L’i­ter par­la­men­ta­re non è anco­ra con­clu­so: la leg­ge deve pas­sa­re alla Came­ra. Chie­dia­mo che i par­la­men­ta­ri fer­mi­no que­sto prov­ve­di­men­to pri­ma che diven­ti leg­ge defi­ni­ti­va.

 

Con­tra­sta­re l’an­ti­se­mi­ti­smo è un dove­re demo­cra­ti­co. Ma que­sto DDL non lo fa dav­ve­ro.

 

Lo dicia­mo con chia­rez­za, e lo dicia­mo anche aven­do ricer­ca­to e ascol­ta­to le voci di orga­niz­za­zio­ni ebrai­che anti­raz­zi­ste, che han­no denun­cia­to come simi­li defi­ni­zio­ni non tute­li­no le per­so­ne ebree, non com­bat­ta­no l’an­ti­se­mi­ti­smo rea­le e rap­pre­sen­ti­no inve­ce uno stru­men­to repres­si­vo e un gra­ve attac­co alla liber­tà di opi­nio­ne e di dis­sen­so.

 

Il pro­ble­ma cen­tra­le: la defi­ni­zio­ne IHRA

 

Il cuo­re del DDL è l’a­do­zio­ne per leg­ge del­la defi­ni­zio­ne ope­ra­ti­va di anti­se­mi­ti­smo del­l’IH­RA (Inter­na­tio­nal Holo­cau­st Remem­bran­ce Allian­ce), com­pren­si­va dei suoi “indi­ca­to­ri”. Que­sta defi­ni­zio­ne non è giu­ri­di­ca­men­te vin­co­lan­te a livel­lo inter­na­zio­na­le, ed è sta­ta cri­ti­ca­ta da giu­ri­sti, rela­to­ri spe­cia­li ONU e orga­niz­za­zio­ni per i dirit­ti uma­ni, per­ché ten­de a sovrap­por­re l’an­ti­se­mi­ti­smo, odio raz­zia­le intol­le­ra­bi­le, con la cri­ti­ca legit­ti­ma alle poli­ti­che del­lo Sta­to di Israe­le. Esi­sto­no defi­ni­zio­ni più rigo­ro­se e più rispet­to­se del­la liber­tà di espres­sio­ne, come la Jeru­sa­lem Decla­ra­tion on Anti­se­mi­ti­sm, che il legi­sla­to­re ha scel­to di igno­ra­re.

Que­sta scel­ta non è neu­tra. 

La Cor­te Inter­na­zio­na­le di Giu­sti­zia sta esa­mi­nan­do la con­dot­ta di Israe­le per vio­la­zio­ni gra­vis­si­me del dirit­to inter­na­zio­na­le uma­ni­ta­rio. In que­sto con­te­sto, adot­ta­re una defi­ni­zio­ne che può qua­li­fi­ca­re come anti­se­mi­ta la denun­cia di quei fat­ti signi­fi­ca non pro­teg­ge­re le per­so­ne ebree, ma cri­mi­na­liz­za­re chi si bat­te con­tro un geno­ci­dio e chi espri­me soli­da­rie­tà con il popo­lo pale­sti­ne­se.

Non sia­mo i pri­mi a dir­lo: in Ger­ma­nia e negli Sta­ti Uni­ti stru­men­ti ana­lo­ghi sono già sta­ti uti­liz­za­ti per limi­ta­re il dibat­ti­to pub­bli­co, repri­me­re mobi­li­ta­zio­ni poli­ti­che e silen­zia­re voci cri­ti­che nel­le uni­ver­si­tà e nel­la socie­tà civi­le. Impor­ta­re quel­le pra­ti­che in Ita­lia rap­pre­sen­ta un pas­so pre­oc­cu­pan­te e peri­co­lo­so.

 

Il rischio più gran­de è che tale atteg­gia­men­to pos­sa esten­der­si alla pos­si­bi­li­tà di nega­re l’autorizzazione a mani­fe­sta­zio­ni e riu­nio­ni pub­bli­che qua­lo­ra riten­ga­no pre­sen­ti “sim­bo­li, slo­gan, mes­sag­gi” qua­li­fi­ca­bi­li come anti­se­mi­ti secon­do la defi­ni­zio­ne IHRA, come ini­zial­men­te pre­vi­sto dal testo. In un con­te­sto in cui quel­la defi­ni­zio­ne è con­tro­ver­sa e può inclu­de­re for­me di soli­da­rie­tà con il popo­lo pale­sti­ne­se, que­sto DDL potreb­be diven­ta­re un poten­te stru­men­to discre­zio­na­le per bloc­ca­re pro­te­ste e cor­tei. È una minac­cia diret­ta all’ar­ti­co­lo 17 del­la Costi­tu­zio­ne.

 

Scuo­la, for­ma­zio­ne e rischio di orien­ta­men­to ideo­lo­gi­co

 

Il DDL pre­ve­de, inol­tre, linee gui­da per i docen­ti e pia­ni di for­ma­zio­ne per inse­gnan­ti ed edu­ca­to­ri, tut­ti fon­da­ti sul­la defi­ni­zio­ne IHRA. Affi­da­re la for­ma­zio­ne nel­le scuo­le pub­bli­che a una defi­ni­zio­ne poli­ti­ca­men­te con­te­sta­ta rischia di tra­sfor­ma­re spa­zi edu­ca­ti­vi in luo­ghi di orien­ta­men­to ideo­lo­gi­co, in con­tra­sto con la liber­tà di inse­gna­men­to garan­ti­ta dal­l’ar­ti­co­lo 33 del­la Costi­tu­zio­ne.

 

Gli stru­men­ti con­tro l’o­dio esi­sto­no già

 

L’an­ti­se­mi­ti­smo è già per­se­gui­bi­le nel nostro ordi­na­men­to attra­ver­so la Leg­ge Man­ci­no e le nor­me pena­li con­tro l’o­dio raz­zia­le, etni­co e reli­gio­so. Il pro­ble­ma non è l’as­sen­za di stru­men­ti, ma la loro appli­ca­zio­ne diso­mo­ge­nea e la man­can­za di una leg­ge orga­ni­ca che tute­li tut­te le vit­ti­me del­l’o­dio, per ori­gi­ne etni­ca, reli­gio­ne, gene­re, orien­ta­men­to ses­sua­le, iden­ti­tà di gene­re, disa­bi­li­tà, sen­za gerar­chie e sen­za silen­zia­re il dis­sen­so poli­ti­co.

 

Cosa chie­dia­mo

 

Chie­dia­mo ai par­la­men­ta­ri del­la Repub­bli­ca di:

  • fer­ma­re o modi­fi­ca­re radi­cal­men­te il DDL n. 1004 nel cor­so del­l’e­sa­me alla Came­ra;
  • rinun­cia­re all’a­do­zio­ne vin­co­lan­te del­la defi­ni­zio­ne IHRA, sosti­tuen­do­la con una defi­ni­zio­ne giu­ri­di­ca­men­te soli­da che distin­gua net­ta­men­te l’o­dio raz­zia­le dal­la cri­ti­ca poli­ti­ca;
  • apri­re un con­fron­to rea­le e non ideo­lo­gi­co con giu­ri­sti, comu­ni­tà ebrai­che plu­ra­li, acca­de­mi­ci e socie­tà civi­le;
  • lavo­ra­re a una leg­ge uni­ver­sa­le con­tro i cri­mi­ni d’o­dio, nel rispet­to del­la Costi­tu­zio­ne e sen­za stru­men­ta­liz­za­zio­ni poli­ti­che.

Sia­mo anco­ra in tem­po per fer­ma­re que­sta leg­ge. Ogni fir­ma è un segna­le che arri­va ai par­la­men­ta­ri: la liber­tà di espres­sio­ne, il dirit­to di mani­fe­sta­re, la soli­da­rie­tà con chi subi­sce vio­len­ze e sopru­si non sono nego­zia­bi­li. La sicu­rez­za del­le per­so­ne ebree, come quel­la di ogni mino­ran­za, si costrui­sce raf­for­zan­do la lot­ta con­tro ogni for­ma di raz­zi­smo e discri­mi­na­zio­ne, non cri­mi­na­liz­zan­do il dis­sen­so poli­ti­co.

 

Fir­ma anche tu.

Una peti­zio­ne pro­mos­sa da Pos­si­bi­le, a pri­ma fir­ma di Fran­ce­sca Druet­ti e Gian­mar­co Capo­gna e Mar­co Vas­sa­lot­ti

Pareri

AMNESTY INTERNATIONAL

 

” […] L’organizzazione per i dirit­ti uma­ni con­te­sta l’adozione del­la defi­ni­zio­ne dell’Ihra in ambi­to legi­sla­ti­vo, rite­nen­do che vie­ta­re alcu­ni com­por­ta­men­ti indi­ca­ti nei cosid­det­ti “esem­pi con­tem­po­ra­nei di anti­se­mi­ti­smo” pos­sa limi­ta­re la liber­tà di espres­sio­ne: una liber­tà tute­la­ta dal dirit­to inter­na­zio­na­le e anche dall’articolo 21 del­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na, che garan­ti­sce il dirit­to di espri­me­re le pro­prie opi­nio­ni anche quan­do sono sco­mo­de o impo­po­la­ri.

I dise­gni di leg­ge pre­sen­ta­no inol­tre seri pro­ble­mi di costi­tu­zio­na­li­tà, in quan­to pre­ve­do­no una tute­la spe­cia­le per una sola comu­ni­tà reli­gio­sa, sen­za offri­re le stes­se garan­zie ad altre mino­ran­ze che subi­sco­no gra­vi for­me di discri­mi­na­zio­ne, come le per­so­ne rom, le per­so­ne migran­ti e quel­le di fede musul­ma­na.

Nume­ro­si esper­ti di anti­se­mi­ti­smo, stu­dio­si dell’ebraismo e dell’Olocausto, insie­me a spe­cia­li­sti in mate­ria di liber­tà di espres­sio­ne e di con­tra­sto al raz­zi­smo, han­no con­te­sta­to la defi­ni­zio­ne dell’Ihra per­ché rischia di limi­ta­re le cri­ti­che legit­ti­me allo sta­to di Israe­le e di inde­bo­li­re, inve­ce di raf­for­za­re, la lot­ta con­tro l’antisemitismo. In diver­si sta­ti, soprat­tut­to negli Sta­ti Uni­ti e in Euro­pa, que­sta defi­ni­zio­ne vie­ne usa­ta per qua­li­fi­ca­re come anti­se­mi­te posi­zio­ni poli­ti­che cri­ti­che ver­so Israe­le, osta­co­lan­do in que­sto modo pro­te­ste paci­fi­che, for­me di atti­vi­smo, ricer­che del­le stes­se orga­niz­za­zio­ni per i dirit­ti uma­ni e, in gene­ra­le, il dibat­ti­to pub­bli­co sul­le poli­ti­che israe­lia­ne […]”.

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“È uti­le ricor­da­re che, sul­la base di tale defi­ni­zio­ne, le attua­li atti­vi­tà di moni­to­rag­gio già qua­li­fi­ca­no il movi­men­to Boi­cot­tag­gio, disin­ve­sti­men­to e san­zio­ni (Bds) come una for­ma di lot­ta anti­se­mi­ta con­tro Israe­le. Allo stes­so modo, sem­pre in base alla defi­ni­zio­ne dell’Ihra, ven­go­no ricon­dot­ti tra le matri­ci del cosid­det­to anti­se­mi­ti­smo moder­no anche alcu­ni rap­por­ti cri­ti­ci sul­le poli­ti­che israe­lia­ne, tra cui il rap­por­to di Amne­sty Inter­na­tio­nal sul­le vio­la­zio­ni del­la Con­ven­zio­ne sul Geno­ci­dio da par­te del­lo sta­to di Israe­le nel­la Stri­scia di Gaza e quel­lo sul­le pra­ti­che di discri­mi­na­zio­ne raz­zia­le e di apar­theid mes­se in atto dal­lo sta­to di Israe­le nei con­fron­ti del­la popo­la­zio­ne pale­sti­ne­se sot­to il suo con­trol­lo”.

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Car­lot­ta Fer­ra­ra degli Uber­ti, Docen­te dell’Università di Pisa (su Il Mani­fe­sto, 13 set­tem­bre 2023)

 

” […] La defi­ni­zio­ne di anti­se­mi­ti­smo dell’Ihra (del 2016) è for­ma­ta da un testo base e da 11 esem­pi, di cui 7 pro­va­no a chia­ri­re quan­do le cri­ti­che a Israe­le e al sio­ni­smo scon­fi­na­no nell’antisemitismo. Sul­la base di que­sti esem­pi sono sta­ti accu­sa­ti di anti­se­mi­ti­smo i soste­ni­to­ri del movi­men­to Bds, la rela­tri­ce spe­cia­le dell’Onu per i ter­ri­to­ri pale­sti­ne­si occu­pa­ti Fran­ce­sca Alba­ne­se, Amne­sty Inter­na­tio­nal per ave­re accu­sa­to Israe­le di aver instau­ra­to un regi­me di apar­theid, e la lista sareb­be lun­ga. Que­sto per­ché, come chia­ri­sce il rap­por­to Bri­smes, attra­ver­so gli esem­pi la defi­ni­zio­ne iden­ti­fi­ca lo Sta­to di Israe­le nel­la sua attua­le con­fi­gu­ra­zio­ne come l’unico esi­to pos­si­bi­le del dirit­to all’autodeterminazione ebrai­ca. Da que­sta pre­mes­sa deri­va che (qua­si) ogni dife­sa dei dirit­ti dei pale­sti­ne­si rischia di incor­re­re in un’accusa di anti­se­mi­ti­smo. […]”.

 

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Acca­de­mia ed enti di ricer­ca con­tro la tra­sfor­ma­zio­ne del­la defi­ni­zio­ne di anti­se­mi­ti­smo dell’Ihra in leg­ge (12 dicem­bre 2025)

 

” […] i dise­gni di leg­ge pre­sen­ta­ti in Par­la­men­to costi­tui­sco­no una gra­vis­si­ma limi­ta­zio­ne del­la liber­tà acca­de­mi­ca, soprat­tut­to per quel­lo che riguar­da la sto­ria e le scien­ze socia­li, e per­fe­zio­na­no uno spo­sta­men­to di signi­fi­ca­to che nul­la fa per com­bat­te­re un feno­me­no aber­ran­te come il raz­zi­smo anti­se­mi­ta. Infat­ti, l’applicazione del­la defi­ni­zio­ne dell’Ihra otter­reb­be il solo risul­ta­to di met­te­re a tace­re atti­vi­sti, atti­vi­ste, stu­dio­si e stu­dio­se inte­res­sa­te ad avan­za­re cono­scen­za e stru­men­ti cri­ti­ci uti­li ad ana­liz­za­re la sto­ria degli sta­ti per poter ren­de­re le socie­tà uma­ne più demo­cra­ti­che e con­sa­pe­vo­li.

Inve­ce, i ddl, nel­la loro pre­sun­ta lot­ta con­tro l’antisemitismo attra­ver­so l’adesione all’Ihra, fini­sco­no per ripro­dur­re pro­prio discor­si anti­se­mi­ti. Del resto, l’idea stes­sa che esi­sta una cor­ri­spon­den­za tota­liz­zan­te tra ebrei, ade­sio­ne al sio­ni­smo e soste­gno a Israe­le è erra­ta e peri­co­lo­sa, poi­ché essen­zia­liz­za l’ebraismo tra­sfor­man­do­lo in soste­gno allo sta­to israe­lia­no. Nume­ro­si stu­di insi­sto­no sul­la neces­sa­ria distin­zio­ne tra anti­sio­ni­smo – espres­so anche da grup­pi e indi­vi­dui ebrei in tut­to il mon­do – e anti­se­mi­ti­smo […]”.

 

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COMUNICATI STAMPA

8 MARZO 2026. 15.000 fir­me nei pri­mi due gior­ni di lan­cio per la peti­zio­ne per dire no al cosid­det­to “DDL anti­se­mi­ti­smo” 

 

“Abbia­mo lan­cia­to que­sta peti­zio­ne su www.possibile.com/unafirmaper per­ché men­tre il con­te­nu­to del DDL Romeo è allar­man­te, l’iter par­la­men­ta­re non è anco­ra con­clu­so: c’è anco­ra tem­po per fer­mar­lo, facen­do sen­ti­re la nostra voce e chie­den­do una pre­sa di posi­zio­ne dai par­la­men­ta­ri alla Came­ra. Rin­gra­zia­mo tut­te le per­so­ne che han­no fir­ma­to e che stan­no con­di­vi­den­do la peti­zio­ne per dare for­za a que­sta richie­sta”, dichia­ra­no i pri­mi fir­ma­ta­ri del­la peti­zio­ne, la Segre­ta­ria di Pos­si­bi­le Fran­ce­sca Druet­ti e Gian­mar­co Capo­gna e Mar­co Vas­sa­lot­ti.

 

“Il con­tra­sto all’antisemitismo è un tema mol­to serio, a cui que­sto ddl non con­tri­bui­sce in alcun modo. Al con­tra­rio, lavo­ra­re affin­ché le cri­ti­che al gover­no israe­lia­no, la denun­cia del geno­ci­dio in cor­so e la lot­ta al fian­co del popo­lo pale­sti­ne­se sia­no ricon­du­ci­bi­li a mani­fe­sta­zio­ni di anti­se­mi­ti­smo è inac­cet­ta­bi­le, peri­co­lo­so e in con­tra­sto con le liber­tà e i dirit­ti costi­tu­zio­na­li”, con­ti­nua Druet­ti.

 

“L’adozione del­la defi­ni­zio­ne ope­ra­ti­va di anti­se­mi­ti­smo dell’IHRA (Inter­na­tio­nal Holo­cau­st Remem­bran­ce Allian­ce), non vin­co­lan­te a livel­lo inter­na­zio­na­le, con­te­sta­ta da giu­ri­sti, rela­to­ri spe­cia­li ONU e orga­niz­za­zio­ni per i dirit­ti uma­ni, e che, come han­no segna­la­to le stes­se orga­niz­za­zio­ni ebrai­che anti­raz­zi­ste, ten­de a sovrap­por­re l’odio raz­zia­le con la cri­ti­ca legit­ti­ma alle poli­ti­che del­lo Sta­to di Israe­le è il cuo­re del DDL. Esi­sto­no inve­ce stru­men­ti più rigo­ro­si e rispet­to­si del­la liber­tà di espres­sio­ne, come la Jeru­sa­lem Decla­ra­tion on Anti­se­mi­ti­sm, che il legi­sla­to­re ha scel­to deli­be­ra­ta­men­te di igno­ra­re”, aggiun­ge Gian­mar­co Capo­gna, coor­di­na­to­re del Comi­ta­to Scien­ti­fi­co di Pos­si­bi­le. 

 

“Chie­dia­mo ai par­la­men­ta­ri di fer­ma­re o modi­fi­ca­re radi­cal­men­te il DDL nel cor­so dell’esame alla Came­ra: rinun­cia­re all’adozione vin­co­lan­te del­la defi­ni­zio­ne IHRA, apri­re un con­fron­to rea­le con giu­ri­sti, comu­ni­tà ebrai­che plu­ra­li e socie­tà civi­le, e lavo­ra­re a una leg­ge uni­ver­sa­le con­tro i cri­mi­ni d’odio nel rispet­to del­la Costi­tu­zio­ne”, con­clu­de Mar­co Vas­sa­lot­ti, coor­di­na­to­re del Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo di Pos­si­bi­le. “Ogni fir­ma che si aggiun­ge a quel­le già rac­col­te è un’altra voce che fa pas­sa­re il mes­sag­gio più for­te: con­ti­nuia­mo a insi­ste­re”.

6 MARZO 2026. STOP AL DDL “ANTISEMITISMO”: “IN POCHE ORE OLTRE 4.000 FIRME. LA MOBILITAZIONE È APERTA”.

 

La rac­col­ta fir­me lan­cia­ta da Pos­si­bi­le che si può fir­ma­re su www.possibile.com/unafirmaper, a pri­ma fir­ma di Fran­ce­sca Druet­ti, Gian­mar­co Capo­gna e Mar­co Vas­sa­lot­ti rac­co­glie diver­se miglia­ia di ade­sio­ni in poche ore. Il DDL n. 1004 deve anco­ra pas­sa­re alla Came­ra: c’è anco­ra tem­po per fer­mar­lo.

In poche ore, oltre 4.000 per­so­ne han­no fir­ma­to la peti­zio­ne pro­mos­sa da Pos­si­bi­le con­tro il DDL n. 1004, appro­va­to dal Sena­to del­la Repub­bli­ca su pro­po­sta del sena­to­re Mas­si­mi­lia­no Romeo e recan­te “Misu­re per il con­tra­sto dell’antisemitismo”. Un risul­ta­to che va oltre ogni aspet­ta­ti­va di lan­cio e che testi­mo­nia quan­to il tema toc­chi nel pro­fon­do la coscien­za demo­cra­ti­ca del Pae­se. L’iter par­la­men­ta­re non è anco­ra con­clu­so: il prov­ve­di­men­to deve pas­sa­re alla Came­ra, e c’è anco­ra la pos­si­bi­li­tà di bloc­car­lo o modi­fi­car­lo radi­cal­men­te.

“Miglia­ia di per­so­ne han­no rispo­sto in pochis­si­me ore alla nostra mobi­li­ta­zio­ne, e que­sto ci dice qual­co­sa di impor­tan­te: in Ita­lia c’è una coscien­za civi­le viva, che rico­no­sce la dif­fe­ren­za tra com­bat­te­re dav­ve­ro l’antisemitismo e usar­lo come leva per silen­zia­re il dis­sen­so. Voglio esse­re chia­ra e riba­di­re la nostra con­tra­rie­tà ad ogni for­ma di odio e vio­len­za, ma allo stes­so tem­po non si può cen­su­ra­re il sup­por­to al popo­lo pale­sti­ne­se e il con­tra­sto al geno­ci­dio in atto. Noi non ci fer­mia­mo qui e vi chie­dia­mo di sup­por­tar­ci in que­sta bat­ta­glia fir­man­do e con­di­vi­den­do la peti­zio­ne.”, dichia­ra Fran­ce­sca Druet­ti, Segre­ta­ria Nazio­na­le di Pos­si­bi­le.

Con­tra­sta­re l’antisemitismo è un dove­re demo­cra­ti­co, e su que­sto non esi­sto­no ambi­gui­tà. Il pro­ble­ma è che que­sto DDL non lo fa dav­ve­ro. Il suo cuo­re è l’adozione per leg­ge del­la defi­ni­zio­ne ope­ra­ti­va di anti­se­mi­ti­smo dell’IHRA (Inter­na­tio­nal Holo­cau­st Remem­bran­ce Allian­ce), una defi­ni­zio­ne non vin­co­lan­te a livel­lo inter­na­zio­na­le, con­te­sta­ta da giu­ri­sti, rela­to­ri spe­cia­li ONU e orga­niz­za­zio­ni per i dirit­ti uma­ni, e che, come han­no segna­la­to le stes­se orga­niz­za­zio­ni ebrai­che anti­raz­zi­ste, ten­de a sovrap­por­re l’odio raz­zia­le con la cri­ti­ca legit­ti­ma alle poli­ti­che del­lo Sta­to di Israe­le.

“Que­sta leg­ge dice di voler pro­teg­ge­re le per­so­ne ebree, ma le stes­se orga­niz­za­zio­ni ebrai­che anti­raz­zi­ste sono tra le pri­me a dire che la defi­ni­zio­ne IHRA non le tute­la. Chie­dia­mo ai par­la­men­ta­ri di riflet­te­re come abbia­mo fat­to noi per­ché que­sta leg­ge è sba­glia­ta e masche­ra la volon­tà di cri­mi­na­liz­za­re il dis­sen­so usan­do il tema, quan­to mai impor­tan­te, dell’antisemitismo. Riba­dia­mo che la soli­da­rie­tà con il popo­lo pale­sti­ne­se e la cri­ti­ca a un gover­no che la Cor­te Inter­na­zio­na­le di Giu­sti­zia sta esa­mi­nan­do per vio­la­zio­ni gra­vis­si­me del dirit­to inter­na­zio­na­le non sono posi­zio­ni estre­me, sono posi­zio­ni uma­ne. Difen­der­le oggi signi­fi­ca difen­de­re la pos­si­bi­li­tà stes­sa di fare poli­ti­ca doma­ni. Usia­mo e raf­for­zia­mo gli stru­men­ti nor­ma­ti­vi che già esi­sto­no per con­tra­sta­re ogni for­ma di odio”, dichia­ra Gian­mar­co Capo­gna, Coor­di­na­to­re Comi­ta­to Scien­ti­fi­co di Pos­si­bi­le.

“Quat­tro­mi­la fir­me in poche ore non sono un nume­ro: sono quat­tro­mi­la per­so­ne che han­no det­to ‘que­sta leg­ge non mi rap­pre­sen­ta’. La poli­ti­ca cam­bia quan­do le per­so­ne si muo­vo­no insie­me, non basta esse­re indi­gna­ti, biso­gna esser­lo ad alta voce. Ogni fir­ma che arri­va è una voce in più che i par­la­men­ta­ri non pos­so­no igno­ra­re. Aggiun­gi la tua, e chie­di a chi cono­sci di fare lo stes­so”, con­clu­de Mar­co Vas­sa­lot­ti, Coor­di­na­to­re Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo di Pos­si­bi­le.

Chie­dia­mo ai par­la­men­ta­ri di fer­ma­re o modi­fi­ca­re radi­cal­men­te il DDL nel cor­so dell’esame alla Came­ra: rinun­cia­re all’adozione vin­co­lan­te del­la defi­ni­zio­ne IHRA, apri­re un con­fron­to rea­le con giu­ri­sti, comu­ni­tà ebrai­che plu­ra­li e socie­tà civi­le, e lavo­ra­re a una leg­ge uni­ver­sa­le con­tro i cri­mi­ni d’odio nel rispet­to del­la Costi­tu­zio­ne. La liber­tà di espres­sio­ne, il dirit­to di mani­fe­sta­re, la soli­da­rie­tà con il popo­lo pale­sti­ne­se e la cri­ti­ca a un gover­no non sono nego­zia­bi­li. La sicu­rez­za del­le per­so­ne ebree, come quel­la di ogni mino­ran­za, si costrui­sce raf­for­zan­do la lot­ta con­tro ogni for­ma di raz­zi­smo e odio, non cri­mi­na­liz­zan­do il dis­sen­so poli­ti­co.